Ragazza d’ennetré

Carlo Rustichelli
L’Armata Brancaleone
1966

Racconta Don Chisciotte: per quanto concerne la lettera d’amore, farai scrivere al posto della firma: «Vostro, fino alla morte, il cavaliere dalla Triste Figura». E importa poco che non sia di mia mano, tanto, per quello che ricordo, non sa né leggere né scrivere, e in tutta la sua vita non ha mai visto un mio scritto né ricevuta una mia lettera perché i nostri amori sono stati sempre platonici, senza andare mai oltre un onesto sguardo. E anche questo così di rado, da poter giurare che in dodici anni, da quando la amo più della luce dei miei occhi, l’avrò vista, sì e no, quattro volte, e forse in nessuna lei si è accorta che la guardavo: tanta era la modestia e la riservatezza che le insegnavano suo padre Lorenzo Tappino e sua madre Aldonza Noci.

ragazza d'ennetré

Continua a leggere Ragazza d’ennetré

Dove sono le mie scarpe?!

Throbbing Gristle
D.o.A: The Third And Final Report Of Throbbing Gristle
1978

Tratto da Dorothy e altri rumori -spettacolo art punk in prosa- di Pasquale Passaretti con lui e Gaia Termopoli (dispensatrice di forte disagio! molto brava), Antonio Arcieri (musiche) e Stefano Chiavarini (luci):

dove sono le mie scarpe?

Alla stazione di Milano una ragazza incontra l’ero e si ritrova a Castel Volturno piena zeppa di domande. Chi può vada a vederlo, a noi ce l’ha regalato come al solito il Forte.

Continua a leggere Dove sono le mie scarpe?!

Congo

Peter Gabriel
Long Walk Home: Music From The Rabbit-Proof Fence
2002

Nell’umida foresta pluviale del Congo, che scorre nell’omonimo libro di Crichton, è facile lasciarsi impressionare dai suoni echeggianti di creature lontane in avvicinamento; una manciata di pagine mi divide dalla fine di quest’avventura mentre l’egregio Gabriel mi accompagna con la colonna sonora di Rabbit-Proof Fence.

Dovessi anch’io finire col cranio disintegrato da una violenta forza sconosciuta, almeno avverrà ascoltando della buona musica. Da un punto di vista letterario sono così affascinanti queste cattedrali pluviali del Congo, in cui la luce del sole non giunge perché protetta da alberi alti decine e decine di metri, che la mente divaga in questi fitti labirinti e quasi sorvola sugli eccessivi tecnicismi in cui talvolta indugia Crichton – ma si sa, prendere o lasciare.

Afferro.

The Floggin’

The Dubliners
A Drop Of The Hard Stuff
1967

A Luglio si è svolto il Celtic Festival di Guidonia, il Fairylands, ed oltre alla splendida atmosfera e alla verde birra d’Irlanda ha suonato un gruppo irish folk nientemeno che di Bari, The Floggin’: con flauto, violino e bouzouki ci hanno letteralmente rapiti e trascinati a migliaia di chilometri, è stata davvero una gran bella esperienza.

Vista la loro performance meritano di essere omaggiati come meglio posso; da sinistra: Fabio Losito al violino, Giuseppe “Paddy” D’Aucelli al bouzouki, Pino Porsia ai flauti e vocals.

the floggin
Continua a leggere The Floggin’

Doom Prenestino

Front Line Assembly & Sonic Mayhem
Quake III Arena
1999

Forte Prenestino è una struttura talmente particolare che difficilmente non ti cattura; al di là della riqualificazione raggiunta con tanti sacrifici (parte della storia potete trovarla su Wikipedia), la mia latenza nerd ci ha sempre visto un micidiale livello di Quake III, o un Doom per i più nostalgici.

Se in geometria solida sapessi andare oltre il cubo certo tenterei di ricreare un livello del Forte; mago del 3D che stai leggendo, cestina i tuoi progetti attuali e corri a realizzare il mio sogno:

doom prenestino
Ho già pronta anche la mappa:
Continua a leggere Doom Prenestino

Ferocia da librogame

Hedningarna
Omonimo
1989

Il fenomeno dei librigame divampò negli anni ’80 e Le colline infernali di Steve Jackson è un buon esempio di quel filone; in compagnia può essere un simpatico diversivo, specie se ci si avvale del superpotere della menzogna: se nella vita reale un’Arpia scende in picchiata per divorarvi gli occhi c’è ben poco che possiate fare, ma almeno nei librigame è possibile fingere che ciò non sia accaduto e proseguire nella lettura con gli occhi di cui prima.

È qui però che interviene la crudeltà di queste Colline infernali, e cito:

133
Prosegui per un sentiero che si inoltra nel sottobosco, e la vegetazione si fa sempre più fitta. Improvvisamente il suolo ti cede sotto i piedi. Puoi tentare la Fortuna.
Se sei fortunato vai all’89; se sei sfortunato o preferisci non tentare la Fortuna vai al 70.

Lancio i dadi, e diamine! Sono dalla mia.

89
Spicchi un salto in avanti e fai appena in tempo ad evitare il fossato; ti volti indietro e guardi dove saresti potuto cadere.
Vai al 170.

170
Tiri un sospiro di sollievo, ma non è ancora il momento di cantar vittoria; te ne accorgi dopo qualche passo, quando i tuoi piedi mettono in azione un meccanismo segreto: tutt’a un tratto tre alberelli con la punta aguzza scattano davanti a te e ti si conficcano nel corpo all’altezza del cuore. Muori impalato da questo diabolico stratagemma, e purtroppo la tua missione è terminata. La tua testa si unirà a quelle che hai appena visto…

Il potere della menzogna è in grado di riportarmi al paragrafo 133, certo, ma cosa può contro i famelici tre alberelli che hanno appena trafitto la mia dignità?

alberelli

Continua a leggere Ferocia da librogame

Cadaveri nel fiume

David Byrne
Lead Us Not Into Temptation
2003

Non ho più sentito nulla di lontanamente paragonabile a Creuza De Mä, che infatti continuo a duplicare – illegalmente! – per un sacco di amici Americani.

Questo racconta David Byrne di un album già trattato qui nel Rio del Vinile. Se infatti Byrne apprezza la World music al punto da fondare un’etichetta discografica ad essa dedicata (la Luaka Bop), non per questo non esperimenta suoni più elettronici e rock come nella colonna sonora di Young Adam, che ben cattura lo spirito claustrofobico della pellicola.

Continua a leggere Cadaveri nel fiume